MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox

MondoXbox



img Unravel

Recensione - UnravelXbox One DigitalGame

Annunciato meno di un anno fa all'E3 2015, Unravel ha saputo stregare fin da subito i giocatori grazie al suo adorabile protagonista ed allo stile grafico iperrealistico. Il titolo è ora finalmente arrivato sugli store digitali ed è quindi il momento di seguire il rosso filo di Yarny per vedere dove ci condurrà: scopriamolo insieme.

Il Gioco

Il sole volge al tramonto sulle campagne al nord della Svezia, mentre un'anziana signora osserva malinconica vecchie foto nel soggiorno della sua casetta. E' quasi ora di coricarsi, quindi raccoglie il cestino con i gomitoli di lana ed inizia a dirigersi in camera da letto. Mentre sale le scale per il piano superiore, però, un gomitolo rosso cade dal cestino e rotola fino ai piedi del tavolo dove la signora teneva il suo album di ricordi, per poi trasformarsi magicamente: diventa così Yarny, un esserino antropomorfo fatto di filo di lana che inizia ad esplorare la casa rivivendo il passato della nonnina tramite le tante fotografie incorniciate sui mobili.

Inizia così la nostra esperienza con Unravel: nei panni di Yarny esploriamo la casa dell'anziana signora alla ricerca dei suoi ricordi fotografici, ognuno dei quali ci immerge in un nuovo mondo, un nuovo livello. La casa dalla nonnina non è infatti altro che una sorta di "base" dalla quale è poi possibile avviare i singoli livelli, ognuno dei quali, una volta completato, popolerà un album fotografico aggiungendovi ricordi assopiti. Lo scopo del gioco è quello di rivivere i principali eventi della vita della signora, completando l'album dei ricordi e giungendo ad una bellissima morale conclusiva che ovviamente non vi rivelerò.

La prima cosa che si nota del gioco, oltre all'inedita premessa narrativa, è la realisticissima grafica: non solo la casa della nonnina è realizzata in maniera estremamente realistica e con dovizia di dettagli, ma è nei singoli livelli che il gioco brilla maggiormente. Ognuno di questi si svolge infatti in un paesaggio naturalistico - con segni più o meno evidenti della presenza dell'uomo - ed il tutto è riprodotto con incredibile cura ed un modello di rendering realistico che ci fa sembrare di stare davvero lì con il minuscolo Yarny: fili d'erba, funghi, uccelli e farfalle, alberi pieni di foglie ma anche corsi d'acqua, ambienti montani e paesaggi innevati sono tutti estremamente vividi e reali, qualcosa che in genere non ci si aspetta da giochi di questo tipo, spesso caratterizzati da comparti visivi più stilizzati.

MX Video - Unravel

Alla base Unravel è un platform game a scorrimento laterale fortemente basato sulla simulazione fisica: l'esplorazione dei livelli (estremamente lineari) da parte di Yarny è spesso bloccata infatti da ostacoli apparentemente insuperabili, ma il nostro eroe può contare su alcune caratteristiche uniche. Il piccolo gomitolo animato, infatti, oltre a camminare e saltare per superare lievi dislivelli può anche spingere e tirare piccoli oggetti, ma la sua peculiarità più utile è quella di poter agganciare col suo filo di lana tutti gli oggetti - e sono molti - che presentano dei nodini di lana rossa: una volta fatto questo (tramite la pressione del grilletto destro), è possibile trascinare gli oggetti a terra, oppure dondolarsi se si è agganciati ad esempio a rami o altre strutture alte. Il dondolamento può servire per superare piccoli burroni o corsi d'acqua (Yarny infatti non sa nuotare), ma ben più importante è la possibilità di tirarsi su fino al punto al quale si è agganciati e fissare il filo annodandolo: una volta fatto questo, se nelle vicinanze c'è un altro nodino rosso, possiamo raggiungerlo e annodare anche quello creando dei ponti di filo sui quali trasportare gli oggetti o addirittura dei trampolini sui quali saltare per raggiungere aree più alte.

Tutto il gioco procede quindi nell'esplorazione degli splendidi ambienti e la risoluzione di piccoli enigmi ambientali tramite le capacità di Yarny; ad esempio, per superare un pozzo pieno d'acqua, dobbiamo spingerci dentro delle mele che, galleggiando, formano un ponte che possiamo così attraversare. Man mano che si procede le cose si fanno più complesse: è possibile che, per far arrivare degli oggetti in un certo punto, dobbiamo creare dei ponti o lavorare con un sistema di leve o carrucole improvvisato, fino ad arrivare all'utilizzo di piccoli meccanismi elettrici o meccanici sui veicoli o altre strutture che troviamo nell'ambiente.

Il tutto procede in una decina di livelli per un totale di circa 6 ore di gioco; per i completisti è possibile allungare l'esperienza cercando dei bottoni nascosti in ogni livello ed anche svolgendo delle attività legate a specifici obiettivi, come ad esempio far cadere la neve da tutti i rami in un livello innevato, ma questo comunque non aggiungerà più di un'ora al tempo complessivo.

Amore

La poesia della vita

- Unravel è un gioco estremamente poetico, non solo per il modo in cui sono riprodotte le bellissime ambientazioni naturalistiche ma anche per la storia di sottofondo composta dalle vicende - sia quelle belle che quelle più drammatiche - della vita della nonna che vanno a costituire un viaggio estremamente emozionale. Come tipologia di gioco è facilmente accostabile ad esperienze come Journey, Flower o Gone Home, ed alla fine dell'avventura per i più sensibili sarà difficile non ritrovarsi con gli occhi lucidi: a me è accaduto all'improvviso, senza che me ne accorgessi, proprio durante le scene conclusive.

Enigmi fisici

- Uno dei lati positivi del gioco è che è facilmente approcciabile da tutti, anche i non gamers, perché gli enigmi e le meccaniche parlano il linguaggio universale della fisica e sono quindi affrontabili da chiunque. Tutti (o quasi, come leggerete più in basso) gli oggetti hanno un comportamento realistico, e quindi per capire come procedere in ogni frangente basta semplicemente immaginare il modo più corretto di farli interagire tra loro.

Campagna svedese

- Il realisticissimo comparto visivo del gioco è indubbiamente uno dei suoi pregi maggiori: la storia avrebbe probabilmente funzionato anche se il tutto fosse realizzato in maniera stilizzata o con disegni acquerellati, ma la riproduzione realistica degli ambienti si sposa perfettamente con la simulazione fisica del mondo stesso, dandoci l'impressione di essere davvero lì, in quei luoghi, portando per mano il piccolo Yarny. E, personalmente, m'ha messo una voglia matta di farmi una scampagnata tra le montagne svedesi.

Esperienza rilassante

- Ho trovato il condurre Yarny attraverso la sua avventura come un'esperienza estremamente rilassante e piacevole: questo non significa che non ci siano aree difficili e complesse nelle quali "sbattere la testa", anzi, ma anche quando ci si ferma davanti ad un enigma la stessa ricerca della soluzione dà una sensazione di appacificazione e integrazione con la natura: non ci si stanca mai di esplorare i paesaggi e si arriva alla fine dell'avventura quasi senza accorgersene.

Odio

Quegli enigmi incoerenti

- Ci sono due o tre occasioni nel gioco in cui la "magia" e l'immediatezza delle meccaniche spariscono lasciano strada a momenti di maggior frustrazione: questo è causato da enigmi che non risultano troppo coerenti con le regole che il gioco ha stabilito fino a quel momento, rendendo più arduo individuarne la soluzione. Un esempio: essendo fatto di lana, Yarny è estremamente leggero e difficilmente può muovere col suo peso enormi oggetti. C'è però un enigma in particolare che per risolverlo richiede lo spostamento col nostro peso di un oggetto molto grande, una cosa che non ritenevo possibile e quindi, facendo affidamento sulla coerenza delle regole fisiche, non avevo neanche provato cercando soluzioni di altri tipi che però non mi portavano a nulla. Questo mi ha fatto perdere un po' di tempo e, quando ho scoperto la soluzione mi è sembrato come se il gioco stesse "barando". Fortunatamente di momenti simili ce ne sono solo due o forse tre, quindi non è un gran problema.

Lineare e poco vario

- Mentre le ambientazioni cambiano radicalmente dall'inizio alla fine del gioco, le meccaniche non subiscono molti cambiamenti portando ad una certa ripetitività di gameplay. Gli enigmi ovviamente sono sempre diversi, ma forse avrebbe giovato aggiungere qualche nuova capacità a Yarny man mano che si completavano i livelli, tanto per rendere più vario il gioco. Ma dopotutto questa è una caratteristica peculiare di questo tipo di giochi: non si può dire che i già citati Journey e Flower avessero infatti una gran varietà di gameplay.

Tiriamo le somme

Unravel è un poetico e rilassante viaggio emozionale nella vita di una persona, tra splendide ambientazioni naturalistiche ed enigmi fisici immediati e soddisfacenti, nel quale l'amore infuso dagli sviluppatori appare come quasi tangibile. Un gioco capace, grazie alla sua immediatezza e realismo, di catturare sia gli appassionati di videogiochi che quelli che non hanno mai toccato un joypad; se amate questo tipo di esperienze intimiste e visivamente soddisfacenti, diventerà facilmente uno dei vostri titoli preferiti di questo inizio d'anno.
8.8

Recensione realizzata grazie al supporto di EA e Xbox.


c Commenti (23)


L'autore

autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
Neural Admin Redazione :

Assolutamente d'accordo, la grafica conta eccome. Ovviamente però deve servire uno scopo. Ad esempio ci sono giochi che hanno volutamente una grafica minimalista, ad esempio quelli che ho citato, N+ e Thomas Was Alone, che funzionano alla grande perché il loro scopo è veicolare un gameplay di un certo tipo... ma un gioco come Unravel chiaramente non funzionerebbe con i blocchettini di quei giochi, perché lì deve raggiungere uno scopo diverso. Quando sono fatti bene, coerenti e "artistici", riusciamo a meravigliarci di scenari iperrealistici come quelli di questo gioco, ma anche di titoli molto basilari, in pixel-art o simili-8bit... è questo il bello :) Poi ci sono le porcate, e lì non si salvano sia che sfruttino l'Unreal Engine, sia che muovano 4 pixel.

P 16-02-2016 17:34
matro:

sono d'accordo con Shadowlord, la grafica conta, e per me moltissimo. la giocabilità é piu importante? si, certo. ma la grafica conta moltissimo anche a tetris o in un gioco di scacchi: che sia realistica o fumettosa, abbondante o minimalista, magari ridotta all'osso, ma deve cmq essere studiata, coerente, deve comunicare un'atmosfera e quindi delle emozioni. allargherei il concetto a tutta la user experience, includendo il motore fisico (quando presente), la qualità delle animazioni e delle collisioni.

P 16-02-2016 17:17
Shadowlord:

La domanda è semplice, rispondere lo è altrettanto. La grafica è importante nei videogiochi? SI' molto importante checchè ne dicano altri. E' la cosa più importante? Assolutamente no, ci deve essere anche il gameplay. Ergo buon gameplay Unravel e grafica ottima = gioco splendido Unravel buon gameplay grafica 8 bit = gioco mediocre.

P 16-02-2016 8:16
lock:

@Shadowlord: io non capisco quale sia la tua domanda. L'aspetto grafico di un gioco è un tutt'uno col gioco stesso, in particolare quando deve veicolare i sentimenti. Qui lo scopo non è uccidere tutti come in Commando ma stupirti ed emozionarti. Avrebbero potuto farlo con grafica 8bit? Certamente. Avrebbe emozionato allo stesso modo? E chi lo sa? Forse sì, forse no. Però non capisco perché porsi questi interrogativi. Doom avrebbe avuto lo stesso successo se le armi dei protagonisti avessero sparato fiori e cuoricini?? :)

P 15-02-2016 23:48
Neural Admin Redazione :

@Matro è chiaro che devi accettare il fatto di muoverti in 2D su un mondo 3D... ma questa è una componente di molti dei cosiddetti titoli 2.5D, e ci si fa velocemente l'abitudine, non ti viene di cercare di spostarti anche sull'asse Z insomma. Te lo consiglio, è davvero bello e uno di quei pochi giochi che puoi fare insieme a tutta la famiglia :)

P 15-02-2016 19:14
Shadowlord:

hai sempre ragione tu, dialogo impossibile e discussione definitivamente chiusa

P 15-02-2016 15:24
matro:

ma grafica realistica su un platform bidimensionale non é un paradosso? la strada di Unravel é rischiosa, perché più ti avvicini alla realtà, più é difficile l'accettazione della situazione bidimensionale. Poi non so com'è giocandolo, ma mi sono fatto un'idea con twitch.

P 15-02-2016 14:08
Neural Admin Redazione :

@Turellone se giochi solo 2 ore a settimana, credo proprio di sì :) @Squall uhmmm forse a livello di sensazioni, ma come tipo di gioco e gameplay è molto diverso chiaramente.

P 15-02-2016 9:13
R Uroboros:

Oggi ho scaricato la versione di prova dell EA Access.. se mi piace lo comprerò sicuramente! :) e dato che questo genere di giochi mi son sempre piaciuti.......

P 14-02-2016 22:00
~Squall~:

Bella recensione:). Mentre leggendo, mi è venuto in mente il fantastico (almeno per me) ICO. A Neural chiedo se i due giochi sono simili.

P 14-02-2016 21:05
turellone78:

Volevo scrivere secondo voi ovviamente

P 14-02-2016 19:59
turellone78:

Secondo me possono tenermi abbastanza impegnato unravel e life is strange fino all'uscita di quantum break? Considerando che gioco 2 ore a settimana oramai

P 14-02-2016 19:56
CLAUDIOpampa:

Ok Neural lo chiedevo perché non avevate nemmeno recensito moto gp

P 14-02-2016 19:33
Neural Admin Redazione :

@Claudio i titoli Milestone li recensiamo, ovviamente quando ce li mandano, come facciamo con tutti i giochi. Se ti riferisci a Sébastien Rally, quello non ce l'hanno mandato, e quindi niente rece.

P 14-02-2016 16:39
Neural Admin Redazione :

@Shadow intanto hai già cambiato la domanda da "sarebbe bello lo stesso" a "funzionerebbe lo stesso", e così è sicuramente più corretto ;) E la risposta è no, ovviamente non funzionerebbe allo stesso modo perché gran parte del valore del gioco sta nello stile realistico. Così come un quadro iperrealistico non "funzionerebbe" se fosse dipinto con stile impressionista, perché ovviamente diventerebbe qualcosa di completamente diverso. Ma questo non significa che i quadri impressionisti non siano belli o non "funzionino" nel loro contesto :teach: Allo stesso modo, un gioco come ad esempio The Deer God non "funzionerebbe" con una grafica alla Unravel perché è pensato specificamente per il tipo di grafica (a mio avviso bellissima) con cui è uscito.

Poi c'è anche da considerare qual è lo scopo di un gioco. Se un titolo è "puro gameplay", ossia mette al centro le sole meccaniche ed interazioni, allora può tranquillamente essere una roba alla Pong o IDARB; vedi ad esempio giochi come N+ o anche Thomas Was Alone, piccoli capolavori di platforming e puzzle platforming, che riescono a "funzionare" alla grande anche con pochi pixel. Ma se lo scopo del gioco è raccontare una storia, mostrare le emozioni dei personaggi e trasmettere un mondo vivo e colorato, è chiaro che una grafica più realistica è imprescindibile. Alla fine è tutto relativo (agli scopi dei creatori dell'opera, ma anche ai gusti di chi ne fruisce), discorsi assolutistici non si possono fare.

P 14-02-2016 16:37
CLAUDIOpampa:

La penso come te shadowlord la grafica fa tanto in un gioco le darei un 40-50% di importanza, io non vedo l'ora di arrivare a giocare ad un gioco di f1 o di rally o motogp con la stessa qualità grafica della realtà, anche se secondo me siamo molto vicini basta guardare i vari f1 o i project car, che già su console sono favolosi non mi immagino cosa saranno su i pc più pompati,Neural attendo una risposta sulla domanda precedente se me la puoi dare ovviamente.ps non è un' accusa a voi di mondoxbox

P 14-02-2016 16:03
Pax360Volt:

Allora aspetto con ansia un idarb hd *sarcasm*

P 14-02-2016 15:58
Shadowlord:

La domanda non è errata, il gioco è grandioso anche e soprattutto grazie ad una grafica splendida. Questo è un presupposto insindacabile ergo la domanda è lecita. Unravel con la grafica di quell'aborto di #idarb funzionerebbe? La grafica è importante non è un mero accessorio come molti vorrebbero far credere e se manca il gioco ne risente, Ori è tecnicamente splendido altri titoli NO.

P 14-02-2016 14:56
Neural Admin Redazione :

@Shadow la domanda non è retorica ma semplicemente errata, perché è come chiedersi se un quadro iperrealista sarebbe altrettanto bello se fosse dipinto da Picasso. Intanto c'è da premettere che il concetto di "bello" è estremamente soggettivo. Poi magari sarebbe comunque bello, ma non sarebbe più lo stesso quadro. Anche in questo caso vale lo stesso discorso: Unravel deve molto del suo fascino ad un approccio estremamente realistico, quindi è normale che con grafica 8 bit, ma anche se fosse disegnata come in This War of Mine, non sarebbe più lo stesso gioco. Ma lo stesso potremmo dirlo del gameplay: se avesse un gameplay più complesso, vario e meno lineare, diciamo alla Ori, sarebbe migliore? Non necessariamente: sarebbe diverso ma magari l'esperienza ne uscirebbe talmente stravolta da non risultare "migliore" e non riuscire più a veicolare le emozioni che invece così riesce a dare.

P 14-02-2016 14:06
Seba75:

Ottima recensione,Neural.

P 14-02-2016 13:51
loading