Recensione - Alan Wake Remastered
Il Gioco
Il successo di Alan Wake è paragonabile a quei cult che non hanno mai realmente sbancato in termini di botteghino, ma che successivamente sono stati amati dal grande pubblico in home video. Uscito nel 2010 su Xbox 360, il titolo di Remedy Entertainment ebbe un discreto successo, ma paradossalmente per molti è diventato un capolavoro solo anni dopo. Oggi siamo qui dopo ben undici anni, e Remedy ha ben pensato di testare il terreno prima del prossimo capitolo: Alan Wake è tornato nel DLC AWE di Control, e questo per molti potrebbe essere stato molto confusionario, in quanto è praticamente il proseguo del gioco originale, ma oggi con questa Remastered tutti possono conoscere la storia dello scrittore maledetto.
MX Video - Alan Wake Remastered
Alle spalle dell'opera abbiamo una serie interminabile di indizi e di elementi da meta-universo con cui Remedy si è spesso divertita: basti vedere alcuni indizi sul blog iniziato da Remedy in forma completamente anonima che ci raccontano di alcuni aneddoti relativi ad Alan Wake e Thomas Zane, ma anche di alcuni indizi che anticipavano Control ben otto anni prima della sua effettiva uscita. Remedy ha sempre creduto in Alan Wake e forse un po’ per progetto, un po’ per caso, si è trovata a ricreare una leggenda particolare in cui tutti gli appassionati si sono persi per capire e scoprire nuove cose. Non posso fare spoiler, ma vi assicuro che abbiamo dietro il progetto “Alan Wake” una serie incredibile di supposizioni, pensieri e desideri che davvero fanno venire i brividi. Ma chi è questo dannato scrittore?
Alan Wake è un autore di fama mondiale, il suo ultimo libro “The Sudden Stop” è divenuto best-seller in pochissimo tempo e chiude quella che è una serie di romanzi che vedono protagonista un detective, molto probabilmente Max Payne (ops). Durante il tour della presentazione di questo libro, Alan Wake è stato spesso vittima di spiacevoli situazioni con i paparazzi, l’alcool e la fama, tanto da farlo cadere in un limbo socio-depressivo che lo ha portato ad avere il blocco dello scrittore. Sua moglie Alice lo porta quindi in una vacanza rigenerativa a Bright Falls, una ridente cittadina dove tutti si conoscono e si vogliono bene. I due arrivano così al Bird-leg cottage sul lago Cauldron Lake, un posto meraviglioso e calmo che potrebbe aiutare lo scrittore a sbloccarsi; infatti Alan durante il viaggio scopre che Alice lo ha portato lì anche per vedere il Dottor Hartman, un esperto terapeuta per gli artisti che hanno blocchi creativi. Il litigio separa i due, ma un attimo dopo qualcosa di terribile accade nel cottage: Alice si ritrova in fondo al lago e Alan si butta tempestivamente per aiutarla, ma anch’egli perde i sensi. Si risveglia una settimana dopo nella sua auto, dopo un brutto incidente e scoprirà di essere il protagonista di una storia da lui stesso scritta, con lo scopo di ritrovare Alice.
Tornando ad Alan Wake Remastered, vediamo nel dettaglio cosa questa riedizione del titolo ci propone come miglioramenti generali, estetici e di gioco. Il primo impatto che si ha con Alan Wake Remastered è quello del nuovo modello poligonale di Alan Wake, basato sulle sembianze dell’attore Ikka Villi che ha già prestato il proprio corpo allo scrittore in alcuni video live-action presenti sia nello spin-off di Alan Wake, la breve serie TV chiamata Bright Falls, ma anche nel video War dei Poets of Fall e nel DLC di Control. Rispetto all’originale, il modello del protagonista è decisamente più fedele e rinnovato, molto più in linea con la controparte reale che si vede durante il gioco, ma non è di certo l’unico che ha ricevuto un ritocchino. Rispetto al protagonista, gli altri personaggi del gioco sono rimasti pressoché gli stessi, ma c’è stato un netto miglioramento nelle espressioni facciali e nella pulizia generale degli artefatti visivi presenti in passato, nonostante si mostrino ancora datati in alcune sequenze, soprattutto durante le cut-scene: in quei casi, oltre a delle strane ripercussioni sul frame-rate, si nota soprattutto l’assenza di “vitalità” dei personaggi, che sembrano molto di più dei manichini robotici.
Bright Falls era splendida in passato e lo è tutt’ora, ma decisamente più pulita e moderna con l’aumento di risoluzione e le aggiunte grafiche prese dalla versione PC del gioco originale. Su Xbox 360 Remedy ebbe non pochi problemi tecnici con Alan Wake, con una risoluzione sub-hd che già all’epoca faceva storcere il naso oltre ad un frame rate decisamente ballerino. Oggi abbiamo invece una risoluzione di 4K con 60 fps sulle console più potenti, con una pulizia grafica degna di nota che mostra comunque molti dei modelli poligonati datati di undici anni fa: non sarebbe un grosso problema, se non fosse che durante il gioco si nota spesso questo contrasto tra moderno e datato. Per quanto concerne l’illuminazione e le ombre, queste sono prese dalla versione PC uscita comunque molti anni fa ed è stata solo ulteriormente perfezionata la pulizia visiva, ma alla base abbiamo lo stesso tipo di dettaglio dell’epoca. Un’altra cosa che salta subito all’occhio, almeno per i più attenti, è il cambio della tavolozza cromatica: su Xbox 360 molti dei paesaggi o delle scene venivano presentate su una scala di grigi molto cupa e atmosferica, mentre in Alan Wake Remastered la scala cromatica verte maggiormente sul blu, oltre a mostrare molti colori maggiormente saturi. Ad oggi, comunque, la differenza tra Alan Wake uscito su Xbox 360 e questo Alan Wake Remastered è effettivamente dinanzi ai nostri occhi, chiunque può constatare quanto di buono sia stato fatto in termini di lavoro, ma su molti altri aspetti Remedy ha preferito svolgere il compitino di pulizia piuttosto che provare a migliorare ulteriormente l’impatto visivo del gioco e avvicinarlo maggiormente alle produzioni moderne.
Per quanto concerne il gameplay, il gioco è rimasto praticamente invariato rispetto al passato: non ci sono nuove aggiunte o modifiche particolari, anzi, alcune scelte infelici sono rimaste anche in Alan Wake Remastered, come per esempio la negata possibilità di partire con la difficoltà massima del gioco, così da non doverlo rigiocare per recuperare tutte le pagine del manoscritto di Wake. Gli sviluppatori avevano inoltre promesso che all’interno del gioco sarebbero stati inseriti nuovi collezionabili o comunque degli easter egg per collegarlo a Control, ma a parte dei codici QR che ci portano a vedere i video presenti nello stesso DLC dell’ultima fatica di Remedy, pare non ci sia altro che possa effettivamente vedere un collegamento. Tutto sommato ha senso, soprattutto per chi conosce tutta la storia dietro questi due titoli, ma sarebbe stato carino vedere alcuni piccoli omaggi per potenziare ulteriormente le speculazioni fatte su i due titoli. Purtroppo, per quanto sia effettivamente parte dell’universo di Remedy, non c’è nessun tipo di collegamento a Quantum Break, mentre in quest’ultimo ricordiamo alcuni indizi interessanti circa il finale di Alan Wake. Ad oggi quindi possiamo solo sperare per l’arrivo di un secondo capitolo che, magari, porta tutti i nodi al pettine. Sappiamo che l’arrivo è ufficioso, per non dire ufficiale, ma prima di scommettere tutti i nostri sogni, aspettiamo l’annuncio reale con trailer di Alan Wake 2.
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