Kingdom Come: Deliverance - provato alla Gamescom
di
Franco Tinari / Nembo2603
P
La storia di Henry, il protagonista del gioco di Warhorse, è molto realistica e commovente: dopo l’assassinio dei genitori e la distruzione del suo villaggio da parte di mercenari a soldo di lord Sigismundo, essendo rimasto uno dei pochi sopravvissuti il ragazzo si unisce ad un corpo di resistenza capeggiato da lord Radzing per cercare di vendicarsi e cacciare l’invasore dall’immeritato trono di Boemia. Tutto questo in un contesto realistico ambientato nel Sacro Romano Impero, col suo intrinseco fascino senza aggiunte mistiche o magiche.
Nella prima missione del gioco il nostro personaggio, ormai soldato fidato del lord, riesce ad avere l’incarico di recarsi in un villaggio in fiamme per indagare sull’accaduto insieme ad altri soldati. Per raggiungere il luogo dell’attacco è necessario percorrere un sentiero forse un po' troppo lungo e privo di qualunque interazione (anche a causa della lentezza del capo spedizione che non galoppa), e l’unica cosa da notare qui è la bellezza ed il realismo del paesaggio. Arrivati nel villaggio si palesa una scena di distruzione con gente che piange disperata vicino ai cavalli uccisi con ferocia inaudita. Qui inizia lo svolgersi dell’investigazione, uno dei tratti distintivi e unici di questo gioco. Infatti, per proseguire nella storia, è necessario parlare con ogni singola persona disponibile a farlo, in modo da avere più riscontri possibili sull’accaduto. In base alle rivelazioni dei cittadini, distrutti dal dolore ma disponibili a parlare, partiamo quindi alla ricerca di un gruppo di mercenari dileguatosi nel bosco.
MX Video - Kingdom Come: Deliverance
Dopo una breve ricerca, aiutato dal sistema di navigazione del gioco, due assalitori vengono stanati e ucciso uno di loro, l’altro rivela in punto di morte delle informazioni necessarie ad individuare il mandante di tale strage. Finita questa fase, mi è stato spiegato dagli sviluppatori che il gioco non aspetta i tempi più o meno lunghi del giocatore: infatti, arrivando in ritardo, non sono riuscito a portare il ferito, ormai morto, nel villaggio per farlo interrogare dal mio signore.
In questa breve sequenza ho potuto verificare anche le qualità del sistema di combattimento, che ci richiede di sguainare esplicitamente la spada se vogliamo usarla, altrimenti usare i tasti d'attacco ci vedrà combattere solamente con l’uso delle mani, il tutto con visuale in prima persona come durante l'esplorazione. Come in molti titoli del genere abbiamo inoltre la possibilità di usare due pulsanti differenti per diversi tipi d'attacco, in questo caso il fendente o l'affondo, da scegliere in base alla posizione del nostro nemico.
La cosa più interessante di questo RPG medievale è sicuramente l’unione di azione e avventura con l’investigazione. Anche se questa scelta, all’inizio, sembra rallentare notevolmente il ritmo del gioco, riesce comunque a dare un senso di soddisfazione e realizzazione alla fine di ogni missione investigativa andata a buon fine.
Malgrado i notevoli bug presenti nella versione del gioco mostratami, l'immersione nel mondo del gioco è stata buona grazie soprattutto alla visuale in prima persona. Bella anche la storia, che si evolve in modo differente in base alle scelte fatte, durante tutto il gioco, dandogli così una struttura non lineare. Il gioco sembra quindi per ora molto interessante, ma c'è ancora molto da vedere prima del lancio, fissato per il 13 febbraio 2018. Vi terremo aggiornati!
Commenti